Venerdì 17 luglio 2009
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Ci sono molti tra i radicali che stanno disobbedendo all'art. 8, comma 3° dello Statuto del PD; proprio quello che in buona sostanza vieta l'iscrizione al PD stesso ad un cittadino che abbia
un'altra o più di un'altra tessera tasca. Mina Welby si iscrive per sostenere la candidatura di Ignazio Marino e pubblicamente denuncia l'altra tessera, quella radicale. Giulia
Innocenzi, radicale e coscioniana fino al midollo, già candidata alla segreteria dei Giovani del PD vuole provocare la decisione sul suo doppio status dagli organismi dirigenti del
Partito Democratico.
Stamattina mi sono svegliato e mi sono detto: magari non Grillo ma noi radicali a questo PD "gli stiamo facendo un servizio mica da ridere". Che ci mettono a riunirsi a constatare
che forse vietare l'iscrizione, facendo analisi del DNA alle persone in ingresso, è non solo antidemocratico ma con ogni buonissima probabilità contro la nostra Costituzione.
Ma se, sulla base dell'art. 49 Cost., i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti (al plurale e non al singolare) cosa vuol dire ?
Che evidentemente rispetto all'esercizio del diritto di far parte di associazioni partitiche non può essere frapposto alcun ostacolo, alcun impedimento, come d'altronde (e qui è
addirittura più intuitivo) soccorre il precedente art. 48 della Costituzione nel caso delle primarie e della definizione dell'albo degli elettori.
Altrimenti la Costituzione avrebbe detto altro, sanzionato la possibilità di iscrizione ad un solo partito (al singolare e non plurale) per ciascun cittadino.
Allora che i dirigenti di questo PD trovino il tempo di riunirsi e di avviare il processo di modifica di questa norma statutaria che oltre ad essere d'impaccio ad ogni ipotesi di crescita nel
paese è pressochè odiosa nel confermare una pretesa che la Costituzione non richiede, nel restringere i margini di esercizio di un diritto di libertà che il tenore letterale del nostro
testo fondamentale non vuole.
Si torni alla Costituzione, insomma; si abbia il coraggio di tornare alla contaminazione tra diversi, alla fiducia nella democrazia reale e nella competizione
chiara, trasparente e leale al cospetto dei cittadini-elettori: queste solo possono unire sulla base delle idee e delle lotte.Si abbandoni, invece, la via
dell'omoegenizzazione quando avviene sulla base di precostituire analisi del sangue ovvero mediante il rilascio di patenti valoriali che lasciano il
tempo che trovano.
Ciò comporterà dei rischi ma anche delle grandi opportunità: d'altronde solo se si conquista questo coraggio (democratico) il futuro può essere cominciato già oggi.
Di Michele Rana
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Pubblicato in : Altri semi o altre piantine
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